Aspromonte.World

Aspromonte, il mondo dentro una montagna. C'è una Calabria che guarda lo Stretto e un'altra che si affaccia sullo Jonio. Nel mezzo vive una montagna di pietra, acqua, silenzi e popoli antichi. Aspromonte.World nasce per raccontarla.

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La 500 gialla

Ciò che rimane

Oggi quella Cinquecento non c’è più.


Non so dove sia finita. Forse è stata demolita, forse le sue lamiere sono diventate parte di qualche altra macchina, forse il giallo della carrozzeria sopravvive sotto strati di ruggine in un deposito lontano.

Anche la casa è cambiata.

Il focolare è spento. Le stanze sembrano più piccole. Le voci che le riempivano si sono allontanate una dopo l’altra.

Eppure, quando torno a Roccaforte del Greco e la sera scende sull’Aspromonte, mi pare di udire ancora quel motore.

Prima un colpo incerto.

Poi un altro.

Infine il rumore della Cinquecento che sale lungo la strada.

Vedo mio padre al volante. Nel portabagagli c’è la legna. Mia madre è sulla porta e finge di essere adirata perché lui ne ha caricata troppa.

- Peppino, un giorno spacchi la macchina!

- La macchina è più forte di noi.

Io sono alla finestra.

- Papà!

Lui alza una mano.

Vorrei gridargli di fermarsi. Vorrei dirgli che ho finalmente compreso ogni cosa: la legna, il fuoco, la montagna, le sue partenze all’alba e i ritorni prima della notte.

Ma la macchina continua.

Scompare dietro la curva, là dove finiscono le case e comincia il bosco.

Allora capisco che non è vero che tutto è svanito. Alcune cose diventano più vive proprio quando non possiamo più toccarle.

Rimangono dentro di noi come la brace sotto la cenere.

Sembrano spente.

Basta un soffio, e tornano a illuminare la casa.

Estratto dal libro di Luigi Palamara: Aspromonte,  dove l'anima non muore.
In uscita per Natale 2026.
Prenotalo adesso.

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